Una stanza bianca di modeste dimensioni lascia spazio ad un passo a due.

Io e te, così scontato, allora.

Tu, padrone di un ritmo cadenzato più veloce delle tue intenzioni.

Io, minuscola al tuo cospetto.

Dal basso, ti guardo con gli occhi dell’amore.

Tu, mi tieni le mani incurante delle note che scorrono in sequenza.

Leggera come l’aria, danzante.

Mi fermo a guardarti, così maestoso e sicuro di sè, mi incanti.

Io e te, adesso accompagnati dalla voce di Pino Daniele in sottofondo che intona “ e se chist nun è ammore”. 

Mi fido di te.

Mi prometti che quel ballo lo avremo continuato assieme l’indomani. 

Peccato che un domani non sia più avvenuto.

Peccato che quel ballo continua soltanto nei miei sogni.

Forse per questo non riesco ad eliminare Pino dalla mia songlist.

Mi tiene legata a te.

Mi riporta a quella danza nel salone di casa,

Quando tu eri al mio fianco,

E ora non ci sei più.

Quel giorno ho contato tutto. 

Ho contato le lacrime.

Ho contato i sospiri.

Ricordo ogni immagine e rivivo ogni sensazione.

Non dimentico niente. 

Giorni di pace e silenzio e giorni di urla e disperazione.

Te lo racconto ogni giorno quel giorno.

Te lo racconto perché voglio che tu sappia quello che hai lasciato.

Che mi è rimasto. 

Mi manchi Papà.