La parola vantaggio, rima alla perfezione con “coraggio”. Quest’ultimo, risulta essere fondamentale per superare una condizione precaria, una sfida, una complicanza incontrata lungo la strada. Il coraggio è qualcosa che non sempre nasce da fuori, dall’esterno o da chi ci attornia. Spesso, al contrario, insita dentro di noi e ci spinge a compiere un’azione piuttosto che un’altra. Bisogna comprenderne la fonte, l’origine. Per cercare di alimentare, di annaffiare o semplicemente sostenere l’ottimismo alla nascita. Eppure, per quanto il coraggio alberghi dentro noi, spesso ci troviamo a cercare motivazioni anche lontanissime dal nostro corpo.

Ci pensavo da questa mattina. Esattamente dal momento in cui l’allarme della sveglia preannunciava l’inizio di una lunga giornata. Come avranno dormito i miei alunni? Ma soprattutto saranno riusciti a dormire? Alle ore 8:00 sarebbero cominciati gli esami orali, i colloqui finali di un percorso scolastico che si sarebbe chiuso

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Sul loro volto ho saputo individuare tanta paura, emozione e anche tanta incertezza. Interrogativi sul domani che presentano vuoti e malinconie. Eppure li osservo da fuori l’aula e sembrano già così adulti.

Oggi avrei voluto insegnare loro che anche la paura può diventare azione, che anche i sogni possono essere avverati. Oggi ho sentito di comunicargli che la passione non devono mai accantonarla e che ogni passo verso il domani, deve ricordare da dove si è partiti. Il coraggio è proprio questo: provare a superarsi ogni giorno, tentare di spingersi oltre i propri limiti, non dimenticando mai che tutte le paure affrontate, si sono rivelate decisive per diventare ciò che siamo. Che quelle paure si tramuteranno in altre, ma forse non ci abbandoneranno mai. Che senza quelle paure, domani non avremmo il coraggio di superare qualunque difficoltà.
Quindi avrei voluto ripetergli di non sentirsi mai nel posto sbagliato, o forse che si tratterà soltanto di un momento passeggero, prima che la paura scemerà e sarà soltanto un ricordo del tempo vissuto.