Ho scritto per amore, per speranza. Ho scritto per passione, per tristezza. L’ho fatto per paura, per timore. Sono tornata a farlo ogni qual volta le emozioni erano così potenti da fare male. Quel nodo in gola difficile da districare, sembrava scivolare attraverso il colore delle parole. Così importanti, da salvarmi anche quando l’unica soluzione possibile era troppo lontana. La scrittura non si è mai tirata indietro.
Ho scritto quando ho avuto l’impressione di essere talmente fortunata da immortalare quei momenti. Sono tornata a farne uso oggi, mentre il cuore riposa finalmente dal turbine di eventi di poca importanza. Oggi scrivo di quanto mi senta libera, senza ragioni specifiche. Di quanto sia bello essere serene, anche se quel macigno recente non è ancora svanito. Il peso lo sento ancora tutto. Per questo le parole mi escono a raffica, come se non riuscissero ad aspettare il proprio turno. Il dispiacere è stato troppo, la fatica altrettanto. Ma in cuor proprio, so quanto coraggio possiedo per procedere ancora, verso la stessa direzione. Ma che importa farlo se il cuore resta allo stesso punto? Mi sento frenata, incredula, non riesco a trovare l’energia necessaria per affrontarne ancora un altro. Eppure mi basta alzare lo sguardo verso quei fogli di carta appesi alla parete che testimoniano i miei traguardi accademici. Mi basta chiudere gli occhi, concentrarmi solo su quanto amore io porti dentro. Ce la farò, continuo a ripetermi. Posso ancora dimostrare quanto valgo. Come sempre, con il cuore che mi scoppia dal petto e le lacrime agli occhi di chi sa ancora commuoversi, ogni volta che si raggiunge una pace, una vittoria. E sarà condivisa, sarà tutta condivisa con te, angelo mio. Oggi ho bisogno di te, non andare, ti prego. Oggi dammi l’amore che muove il mio cuore e portami a vincere questa battaglia. Perché oltre ogni limite, umano e terreno, con te, solo con te, ho scritto di cose eterne. E continuerò a farlo, papà, per tutta la vita.