Oggi mi è capitato di salutare un’amica di vecchia data, o forse meglio definirla una persona del passato. Una di quelle persone che sono entrate a far parte dei miei giorni, hanno conosciuto i miei passi, le mie debolezze e i miei punti di forza, per poi svanire nel tempo ogni giorno, sempre di più.
La costante che accomuna il presente al passato è il tempo che scorre, quella lancetta inesorabile che contrassegna la velocità di ogni momento, segnando inevitabilmente un ritardo sulla tabella di marcia. Ci capita tutti i giorni, si. Ma alcune volte capita che la marcia si interrompe e quel ritardo diventa significativo. Soprattutto quando ti aiuta a riflettere, a pensare a quante cose sono cambiate, anche attraverso il potere di un incrocio di sguardi. A volte è proprio vero che negli occhi si celano verità che il cuore fatica a riconoscere e l’animo a riflettere.
L’ho vista triste, sola. Quella ragazza dalla postura rigida e il sorriso stampato sul volto, oggi mi appariva quasi priva di mezzi. E con mezzi intendo emozioni.
Perché come ieri, anche in questo mercoledì uggioso in cui il sole sembra fare a pugni con le nuvole, le emozioni sono il centro focale di ogni processo. L’ho rivista, mi sono voltata quando lei era già passata oltre e mi sono resa conto della fugacità che ci attornia in ogni azione. Di quanto sia superficiale la forma, l’apparenza.
E così, dopo alcuni passi rallentati intenzionalmente, il coraggio di tornare indietro per chiederle almeno se stesse bene, non ho saputo proprio tacerlo. M. si è fermata incredula difronte al marciapiede della scuola, mi ha guardata stupita e mi ha solo detto “grazie”. Non era quello che volevo. Non era previsto, né contemplato.
Ci sono ancora persone che si meravigliano quando ti fermi ad ascoltare?
Sono io che ringrazio te, le ho detto sussurrandole che sarei rimasta fino a quando non si fosse sentita meglio. Il tempo può trasformare un legame, un sentimento o anche una sensazione, ma certo non può cambiare la forza delle emozioni.
Con quelle ci andrò sempre a braccetto, e così pensando ho invitato M. A seguirmi per qualche metro, laddove avrei posato la borsa da lavoro in auto, per trattenermi ancora un po’ con lei. Il mercoledì a Marano fanno il mercato e io sono solita anticiparmi di almeno una mezz’ora rispetto al suono della campanella.
Questa mattina M. Ha dato un valore a quest’attesa, a questo tempo di anticipo.
Ricordati, le ho detto sorridendole dopo averla ascoltata con il cuore fuori dal petto, rinuncia a chi ti vuole donare esclusivamente “poco”. Preferisci il nulla, perché alle briciole puoi farne a meno. Tu meriti tanto, tantissimo. I nostri giorni sono contati, non possiamo permetterci di elemosinare quello che di più bello ci resta ogni giorno della nostra vita, l’amore.
Proteggi le tue intenzioni, amati profondamente e dedicati a chi ha saputo tirare fuori il meglio di te, anche nei momenti più dolorosi.
Ciao M., ci vediamo mercoledì prossimo, stesso posto, stessa ora.
